Il treno

giovedì 26 marzo 2009

Ieri ero sul treno delle 14.05.
E' un treno che non prendo quasi mai. Era pieno di gente, straripante, sono entrata e non ho potuto fare altro che rimanere in piedi vicino alla porta, tenendo una mano sulla parete, appena sollevata da una ragazza poggiata alla parete. Un ragazzo seduto su quei sedili piccoli e ribaltabili stava praticamente sotto di me. Accanto a me un gruppo di 4-5 immigrati da non so dove con fisarmoniche. Dietro di me un tizio che si scaccolava. E gente che respirava. Una puzza atroce.
Puzza di sporco, di chi non si lava, puzza di sudore, di chi si lava ma forse dovrebbe farlo più spesso. E quel tizio che si scaccolava dietro di me, che mi stava per far prendere un attacco isterico, avrei voluto urlargli "oh, insomma, la smetta!".
Non so come faceva, ma la ragazza poggiata alla parete riusciva addirittura a leggere un libro (di Asimov). Io ero troppo impegnata a non cadere addosso a qualcuno per tirare Jane Austen fuori dalla mia borsa.
Quando sono scesa ho fatto un bel respiro, ero quasi in apnea durante il tragitto.
In genere mi piacciono i treni, ma quando sono così affollati mi lasciano solo una sensazione di schifo, che quando torno a casa non voglio fare altro che lavarmi.

1 commenti:

francesca ha detto...

hai ragione è terribile, sai quante volte capita sul milano-varese. scaccoloni inclusi