Qualche giorno fa la mia adorata amica V. mi fece una bella ramanzina sul fatto che a me piacciono cose strane che agli altri non piacciono o reputano noiose. Che io faccio discorsi troppo serie ed intellettuali. Che mi devo uniformare alla massa e, soprattutto, devo andare a ballare.
Ok, cara V., in genere sei una buona amica, ma quando prendi questo atteggiamento ti strangolerei con un paio di calzini, di quelli che vedo tua madre stirare diligentemente insieme alle mutandine, ogni volta che vengo a casa tua (non hai di meglio da fare, mamma di V.? Stiri mutande e calzini!).
La cosa mi ha dato abbastanza fastidio (quello che ha detto, non i calzini e le mutande stirati), visto che io non mi reputo certo una campionessa di cultura (anche se no, non mi reputo neppure una ignorantona). Tipicamente le persone considerate "colte" sono quelle che hanno studiato Lettere, Filosofia, Psicologia ecc... materie umanistiche insomma, perché in una conversazione di livello "medio" l'umanista può sempre infilarci dentro qualche perla che ha studiato facendo la figura del colto, mentre gli scientifici (e io ingegnere sono) sono sempre le pecore nere, troppo presi dai loro numeri per curarsi di cose intellettuali che possano essere infilate in una conversazione di livello medio.
Ma un po' la mia naturale propensione per la lettura, un po' il fatto che le cose che io studio sono molto attuali, mi hanno messo spesso in condizione di dare un contributo colto ad una conversazione, che sia nel dibattito sulla "monnezza" o che sia "ho visto il film tratto da quel libro, ma non c'è paragone, molto meglio il libro".
Non credo di aver mai tentato di intavolare una discussione particolarmente complicata ad una cena tra amici.
In genere le discussioni "calde", come quelle sulla spazzatura, sulle energie alternative ecc... vengono iniziate da altri, e io che dovrei fare? Stare in silenzio fingendo di non sapere niente dell'argomento? Non credo.
Uno degli eventi migliori fu proprio una serata passata con V. (non capita spesso che usciamo insieme, il sabato sera) e un paio di altre coppie di amici suoi: il ragazzo di V. mi fa "ah, stai attenta a non mangiare cose con la carne, che fai peccato" (mi prende sempre in giro perché sono vegetariana, il coglione), io rispondo "non posso fare peccato, sono Atea, per me i peccati non esistono". Non vi dico. Una delle ragazze lì al tavolo con noi mi attaccò, mi trascinò in una discussione religiosa chiedendomi come potessi io amare, donna senza speranza, visto che non credevo in niente.
Ammetto che quella volta la cosa non fu piacevole per le altre persone. E neppure per me. Ma che le avevo fatto di male poi io?
Comunque mediamente le mie conversazioni sono normali banali conversazioni da "hey, cosa hai fatto oggi? ti piace il burrito con le verdure? prendiamo ancora mezzo litro di sangria?". Certo non mi sentirete discutere del GF o di chi ha vinto Amici. Ma ho una mia dignità, che cavolo.
In ogni caso, non contenta di avermi detto queste cose, ieri rincara la dose, quando le dico che la sera (era sabato) non sarei uscita, visto che avevo avuto la febbre (da martedì!) e di certo non volevo rischiare una ricaduta, avendo perso una settimana di studio. E devo fare i maledetti esami.
Nuova ramanzina: devi uscire la sera, devi svagarti, ti devi divertire, altrimenti la settimana prossima come la cominci con il peso di quella precedente. Devi uscire, devi vedere gente.
Insomma, il classico "se non esci il sabato sei un fallito".
Ora, io in genere esco il sabato, anche perché è un giorno compatibile con i mie impegni, visto che in settimana mi sveglio abbastanza presto per studiare e/o andare in facoltà.
Ma a lei, che gliene frega se un sabato decido di stare a casa per non prendermi una ricaduta? Avrebbe fatto la differenza passare la serata di ieri fuori, magari mi sarei divertita a anche, e poi altri tre giorni a letto a mangiarmi il fegato perché non stavo studiando?
Quando stava per laurearsi ha passato un paio di mesi chiusa in casa a farsi venire crisi isteriche, a non mangiare ecc... che alla fine pesava 40 kg (è alta quasi quanto me, 1.76m credo). E ora viene a dire a me cosa fare!
Ma vai a cagare.
La mia cara amica V.
domenica 15 marzo 2009
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4 commenti:
Certo, quando la propria vita non funziona niente di meglio che cercare di interferire in quella altrui con delle sagge prediche! Vuoi mettere che divertimento?
:-/
Capita spesso che le persone predichino bene ma alla fine non seguono neanche loro i consigli che danno agli altri :/
saluti, mr.henri
Sai, io di solito non dò mai consigli su quello che uno dovrebbe o non dovrebbe fare, su come dovrebbe gestire la sua vita, insomma...Seguo fedelmente la logica del "Vivi e lascia vivere", anche perchè ognuno di noi è diverso ed è bene e giusto che sia così.
Quanto al sabato sera, queste due parole messe insieme da tempo per me non significano più nulla, e ancor meno significheranno tra pochi mesi, quando avrò una bimba da allattare e di cui prendermi cura continuamente...:)
sono passata di qui dal blog di Marianna...Ciao, buona giornata!
Alla tua amica V. hai risposto adeguatamente. Alla fanatica di' pure VDVIC e specifica che non trattasi di numero romano. Cocodix.
:D
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