Guardavo oggi la puntata dei Simpson in cui Lisa, scandalizzata dalle affermazioni sessiste registrate nella sua Malibu Stacey, dà vita ad una sua bambola, Lisa Cuor Di Leone, che incarna gli ideali di parità dei sessi.
Pensavo alle mie vecchie Barbie. Io ne avevo parecchie di Barbie, non tantissime, ma abbastanza. Mia zia non mi chiedeva "che cosa vuoi a Natale", mi chiedeva "che Barbie vuoi". Insieme con la mia amica P. (il cui padre non l'aveva riconosciuta come sua figlia, avendo un'altra famiglia, e per farsi perdonare le regalava moltissime cose) avevamo un sacco di roba, incluso il palazzo da ballo con le bolle di sapone, il letto a baldacchino, il camper ecc...
Barbie è stata da molti criticata come modello negativo, di fatto pare che una donna reale con le proporzioni di Barbie sarebbe gravemente sottopeso e non potrebbe neppure camminare, per la fragilità delle sue gambe. Tuttavia molti rimpiangono le buone vecchie Barbie di fronte alle bambole-puttane dei nostri tempi, le Bratz. Anzi, pare che le Bratz ormai siano di qualche anno fa, ora ci sono solo fatine, le Winx, che comunque sono vestite più da troiette rispetto alle Witch della Disney (non sono di parte, non leggo nessuno dei due). Ma le fate, si sa, si vestono in modo succinto, vedi Campanellino.
Tuttavia c'è una tendenza che mi spaventa. Lo shopping. Nelle pubblicità delle bambole, ed articoli per bambole, ormai si sente spessissimo la frase "facciamo shopping con le amiche". Questo è. Niente altro che shopping. Perché cosa volete che sia una donna, se non si sputtana metà stipendio per un paio di stivali. Una nullità.
"Ai miei tempi" ricordo che c'erano Barbie principessa, Barbie abbronzata (Sunshine), Barbie Sposa e altre cose "carine", ma c'erano anche un sacco di Barbie in carriera.
Che fine ha fatto Barbie Pilota (di aerei)? Barbie Pompiere? Barbie Astronauta? Dottore, veterinario, marine...
Sono andate tutte a fare shopping, evidentemente.
La più recente, Barbie CEO (amministratore delegato) è del 2005.
Mi risultano una Barbie "istruttrice di nuoto" ed una parrucchiera, nel 2008. Mentre il chirurgo è del 1973.
Presidente nel 2000. Di fatto la maggior parte di queste Barbie in carriera si fermano agli anni '90.
Qui l'elenco completo.
Questi modelli, che in qualche modo dicevano alle bambine che possono essere qualsiasi cosa, si sono sbriciolati. Ora non resta che aspettare un principe azzurro con un bel conto in banca che ci paghi lo shopping, mentre noi gli cuciniamo una torta e puliamo la casa (sempre verdi le cucine finte e i set per pulire).
La vecchia Barbie
giovedì 30 aprile 2009
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Hello
domenica 26 aprile 2009
Ve ne sarete accorti, ultimamente sono un po' stressata.
Lo stress poi abbassa le difese immunitarie e, nel mio caso, aumenta la fame (di nutella e patatine fritte).
Negli ultimi mesi osservo in me un decadimento fisico, sia nel senso che sono ingrassata (mi entrano ancora i vecchi jeans... ma cominciano a stringere), sia nel senso che sono debole. Non ho alcuna "malattia", ma, su consiglio medico, ora sto prendendo integratore di magnesio (più potassio e vitamine ACE) e mannite. Dovrebbero farmi sentire meglio, o almeno evitare che mi svegli la notte con crampi alle gambe.
Oltre allo stress mio personale, s'è aggiunta mia sorella che si è fidanzata con un tizio poco raccomandabile e che si comporta davvero male. Non mi va di scendere nei dettagli qui, ma davvero la cosa è irritante adesso e preoccupante per il futuro. Però pare che lei sia molto convita di dover stare con lui. Spero riesca ad aprire gli occhi.
Mia nonna adesso comincia ad avere problemi abbastanza gravi alle giunture, che le impediscono di camminare. E lei imperterrita vuole andare a messa, esce a nostra insaputa, poi da li ci telefona perché le fa troppo male per tornare a casa. Tra l'altro è praticamente cieca, ormai, vede molto sfocato, meno di 1/10, con macchie avanti agli occhi. Mi preoccupo sempre quando esce da sola, che vada sotto una macchina. Lei vive con mia zia, che è single ed ha due lavori, ma mi ritrovo a dover fare io la spesa per lei (o per loro, le fave di certo non le mangia mia nonna che non può quasi toccare le verdure), perché mia zia è troppo, troppo presa dal lavoro, per fare la spesa.
Se non altro adesso che i dolori alle giunture sono forti, pare che ci pensi lei (zia) a fare le pulizie a casa (l'altro inverno dovetti stenderli io i panni...).
Quando sto a casa per studiare riesco a fare ben poco perché c'è sempre qualcuno che mi chiama per farsi sistemare qualcosa. Mio padre che non trova qualcosa, mio fratello che ha vomitato e bisogna pulire e cose così.
Sono stanca. Mi piacerebbe partire per un lungo viaggio, da sola, e tornare solo dopo tantissimo tempo, ma solo per prendere le mie cose e trasferirmi definitivamente nel posto migliore che ho visto durante il mio viaggio.

Lei è bravissima e possiedo un paio di cosine fatte da lei. Orecchini a forma di fetta di torta, com bracciale abbinato (o bracciale a forma di fette di torta, con orecchini abbinati, fate vobis), ed una molletta per capelli, senza torta.
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Percorsi della mente
mercoledì 15 aprile 2009
Una mia amica dice che le piacerebbe leggere "L'insostenibile leggerezza dell'essere" di Kundera. Penso "non ho mai letto Kundera, mi piacerebbe, pare interessante".
Mentre sono a computer, tra varie cose, una parola, un nome, mi volteggia nella mente: Jaromil.
E chi è Jaromil? Non so, non ricordo. Poi ecco che un'altra parola si accosta a Jaromil, poeta.
Comincio a pensare... dovrebbe avere a che fare con qualche libro, ma cosa, ma quale?
A questo punto invoco lo strumento di conoscenza supremo. Apro goolge ed inserisco "Jaromil poeta".
Il terzo risultato, dopo alcuni poeti di nome Jaromil, è la chiave del mio enigma.
"La vita è altrove" di Milan Kundera. Un libro letto alcuni anni fa. Non troppi, non so quantificare con precisione, ma meno di 10.
E' un libro che ho comprato io, non uno di quelli che ho trovato in casa. Ricordo anche dove, al Carrafour. E' un libro che ho letto, e mi è piaciuto tantissimo. Ora ricordo trama e personaggi.
Eppure... *puff* non era più nella mia mente finché Marta non ha richiamato in me il ricordo di Kundera.
Dopo aver letto titolo ed autore sul web ho automaticamente girato la testa verso la libreria, individuando in un colpo d'occhio un libro dalla copertina verde smeraldo. Troppo lontana per leggere il titolo, ma so che è quello, non posso sbagliarmi.
Strana cosa, la memoria.
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Miao
lunedì 13 aprile 2009
Ieri verso le 5.30 di pomeriggio mia cugina ha urlato "eeeek, un gatto alla finestra". Stando in tavernetta le finestre che danno in guardino sono al livello del suolo e si, c'era un gatto nero di circa 1 mese e mezzo. Femmina. Ora sta litigando con Penny per il territorio della tavernetta e del garage, nonché per il possesso della lettiera e della ciotola di latte. Oh beh, ci sarà scritto gattara da qualche parte nei miei geni. Ma se un gatto bussa alla mia porta, o al mio finestrone, devo accoglierlo in casa.
Oggi avevo messo la sveglia alle 9.00, per andare a pranzo di Pasquetta con i miei "amici" che più che altro sono conoscenti. Ieri sera ci eravamo visti per metterci d'accordo e tutto sommato non mi era parsa una cattiva idea andare. Ma mi sono svegliata ben prima delle 9.00, nonostante fossi andata a letto alle 2 passate, tossendo, raffreddata. Se già non ero entusiasta al 100% di andare in un ristornate dove col menù fisso avrei avuto qualche problema a mangiare, e pagare 25 euro (sono tirchia), a questo punto sapevo con certezza che avrei passato la giornata a casa a rilassarmi e stare al calduccio.
A dire il vero non mi sto rilassando molto, appena mi fermo per prendere in mano un gatto e un libro ricevo qualche ordine "pulisci il bagno, ma ti rendi conto che ci sono 7 paia di scarpe sul pavimento della tua stanza, metti a lessare delle patate, gratta del formaggio". E che sarà mai... magari nel pomeriggio chiamo la Fra che ieri è stata fanculizzata dal suo nuovo boyfriend con sms bastardo che la accusava di essere uscita chissà con chi, ieri sera (era con me...) e ci andiamo a prendere un gelatino, che altrimenti rischio di ingrassare solo 9 kg, e vorrei arrivare a 10.
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Nell'ultima settimana
domenica 12 aprile 2009
- bolla atroce dietro al piede causa scarpe adidas azzurre;
- infiniti graffi sulle mani causa gatto che non ha ancora imparato a tenere dentro le unghie:
- morso al pube (sui pantaloni della tuta) da parte del suddetto gatto;
- pollice sinistro malamente affettato causa affettamento mozzarella per cannelloni (che non ho mangiato, sono vegetariana e dentro ci hanno messo il prosciutto);
- sportello del congelatore chiuso di botto in testa (ormai è un classico) causa ricerca della lasagna veg. congelata, lasagna non pervenuta, rimasta senza primo al pranzo di Pasqua;
- mignolo della mano destra chiuso in una sedia di quelle di plastica da giardino che si chiudono e diventano piatte.
Ora credo che dovrei mettermi a letto e stare ferma, visto che il 70% di quanto elencato è avvenuto nelle ultime 24 ore e vorrei evitare altri danni.
Buona Pasqua, eh.
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L'Aquila e mio fratello
mercoledì 8 aprile 2009
Mio fratello è partito per la scuola sottufficiali dell'Aquila un mese fa, era il 9 Marzo.
Ha 19 anni, s'è diplomato l'anno scorso, ha fatto il concorso ed è entrato al primo colpo. Stava tentando di entrare anche all'Accademia, chissà....
Con lui ho sempre avuto un rapporto conflittuale, fatto di litigi spesso anche parecchio duri.
La notte del terremoto ci ha telefonati varie volte, era appena tornato a scuola dopo aver passato la domenica con noi. Ci ha telefonati a mezzanotte dicendo che c'erano state altre scosse. Ci ha telefonati alle 3.40 dicendoci che era vivo, che la sua stanza era tutta sottosopra, che i libri gli volavano sulla testa, gli armadi sbattevano, un suo compagno di stanza svenuto, un altro con crisi di panico.
La scossa era quella grossa.
Adesso questi ragazzi, circa 400, con solo un mese di addestramento alle spalle e nessuna preparazione in caso di tragedia, stanno lavorano a fianco degli altri, per la popolazione dell'Aquila, e, per la prima volta in vita mia, ammiro mio fratello, che sta passando le sue notti in bianco, di guardia all'obitorio, a far riconoscere i morti, a fargli dare un ultimo saluto.
Vorrei essere stata lì anche io, ad aiutare la gente. Mi si stringe il cuore a vedere tutta questa sofferenza.
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Io&Lucky
domenica 5 aprile 2009
Ho visto il film Io&Marley (tratto da un libro, che non ho letto, tratto da articoli, che non ho letto).
parla della storia di una famiglia e del loro cane, da quando lo prendono, poco dopo il matrimonio, a quando muore a 11-12 anni.
Mi ha ricordato tanto il mio Lucky.
Lucky era con me da quando avevo 12 anni. Era un cucciolo a palla. Tutto bianco con una orecchia nera. Me lo portarono in uno scatolo arancione di pannolini Pampers.
Lucky era molto intelligente e molto buono, non ha mai fatto male a nessuno, se non tentando solo di giocare, qualche graffio con le sue unghiaccie. Mio padre diceva di avere 5 figli, Lucky era il 4°, il 5° mio fratello Aldo nato un anno dopo.
Amava mio padre, mio padre era il suo capobranco, poi c'ero io. Non obbediva agli altri.
Col tempo aveva cominciato a tremare, a sembrare sempre più affaticato nei movimenti, quasi completamente sordo. Cominciavamo a chiederci quando sarebbe stato il momento giusto per "metterlo a dormire", senza farlo soffrire.
E' morto a dicembre, un infarto, di notte. Lo vidi dal balcone, fermo e immobile, non volli neppure avvicinarmi al suo cadavere.
Lì per lì rimasi molto fredda, ero stata molto peggio per la morte improvvisa della gatta Messy, investita un paio di anni prima. Pensavo "bhe dai non ha sofferto".
Però lui mi manca tantissimo.
Qualche mese fa al cinema vidi il trailer di Io&Marley, e per poco non cominciai a piangere, al pensiero di Lucky. Il Venerdì di Repubblica fece un articolo sul film e sui cani in generale, e anche lì tanta tristezza.
Con il film, ho cominciato a piangere. Lucky mi manca. E sento di non averlo salutato come avrebbe meritato.
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...
sabato 4 aprile 2009
Vorrei arrendermi. A cosa non lo so, solo arrendermi.
Vorrei non fare niente dal mattino alla sera. Stare ferma a fissare il vuoto.
Non ho concentrazione, non ho speranze, i sogni si stanno spegnendo uno ad uno.
Mi sembra inutile, tutto.
Ah, ho preso un gatto. Non ho deciso io, mia madre l'ha voluto, comunque dicono che faccia bene, dovrebbe aiutarmi a sentirmi meno stressata. Si chiama Penny.
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Poi ci sono andata in facoltà...
mercoledì 1 aprile 2009
Oggi avevo l'appuntamento col prof. del progetto.
Alle 9 meno qualcosa mi presento nel suo studio, dopo essermi fatta accompagnare da mio padre alla stazione, preso il treno per 10 minuti, camminato per 20 minuti.
Lui mi fa aprire il portatile, gli mostro cosa ho fatto ed il punto su cui avevo dei dubbi, mi guarda scocciato e mi dice di provare a rifare tutto dall'inizio, perché secondo lui c'è qualcosa che non va nei calcoli. Gli dico esattamente come ho effettuato i calcoli, in modo assolutamente lineare, ma niente "venga quando ha risolto". ora, tu sei l'esperto di questo software malefico, io l'ho conosciuto grazie a te. So che mi tornerà utile nella pratica lavorativa, ma, visto che sei il prof., potresti almeno provare a dare una occhiata ai miei dati di input per vedere l'errore, no? Altrimenti che ti porto i progetti a correzione a fare? Puoi dirmi "un errore del genere può dipendere da X o da Y", hai esperienza, ne avrai visti a centinaia.
No, alle 9.05 sono fuori dal suo studio. Un colpo d'occhio e basta. Possibilità di ricevere una spiegazione pari a zero. Eppure credevo che i professori dovessero spiegare le cose agli studenti, specialmente le cose pratiche che difficilmente si trovano affrontate chiaramente in libri e manuali (e l'ho letto il manuale!).
Alle 9.30 ero di nuovo alla stazione, per scoprire che il treno per tornare a casa era alle 12.22. Fortunatamente mio padre non aveva niente da fare, così ha potuto perdere 30 minuti della mattina a recuperarmi dalla stazione. Tanto ci vuole in macchina, 15 all'andata, 15 al ritorno.
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