"Spero che tu trova presto lavoro, così ci aiuti col mutuo!"
Sono rimasta di stucco, ecco.
Perché non vi basta vendere una villetta a schiera in un posto e comprarne una in un altro posto dove, guarda caso, il mercato immobiliare ha prezzi simili. No. Volete la villa, dopo 25 anni di mutuo siete pronti ad accenderne uno nuovo, per arrivare al prezzo della villa. E arrivate a dire questo. Io non lavoro, no, manco per sbaglio, è vero che sono laureata da manco un mese, un mese tra qualche giorno, ma fino ad ora non ho fatto neppure mezzo colloquio, non servo, non mi cercano, non ho mercato, mando CV in giro insieme a centinai di altri di altre persone, pochi posti, tanta gente. E certo, vorrei trovare lavoro subito e non per aiutare voi, ma per scappare da voi, più veloce che posso. Grazie alla crisi economica molti miei piani e progetti sono andati a farsi fottere, ma non credete che io non incolpi anche voi, quando chiedevo qualcosa non c'erano mai i soldi per me, non c'erano soldi per l'Erasmus, non c'erano soldi per studiare a Milano, e purtroppo non sono riuscita a trovare lavoro neppure come commessa. E io ci credevo pure, che non ci fossero soldi, però poi quando mia sorella voleva studiare a Venezia c'erano, i soldi. E allora permettete che io mi incazzi, che io voglia la mia fetta di aiuto economico. Io ci volevo andare davvero, in Spagna. Che poi si sa, l'Ersmusa da una borsa di studio, solo che non copre tutte le spese, quindi vi chiedevo un aiutino, non di pagare il 100%, lì magari avrei trovato un lavoretto come cameriera, ma avevo bisogno di sapere che se qualcosa fosse andato storto (perchè comunque dovevo anche studiare, no?) voi potevate metterci una pezza, invece no.
Ho fatto domanda per un master a Pisa, se mi prendono costa alcune migliaia di euro, oltre a vitto e alloggio. Se dovessi essere scelta dovrete pagarli voi e non avrò nessun rimorso di coscienza.
Spero...
venerdì 30 ottobre 2009
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Vita nuova...
giovedì 22 ottobre 2009
Trasloco effettuato, sono ad Arezzo, nell'appartamento che i miei genitori hanno fittato alcuni mesi fa "mentre ci guardiamo in giro per comprare qualcosa di più grande" (crediamoci).
Senza lavoro.
Senza amici per centinaia di km.
Senza manco un conoscente di striscio.
Senza niente da fare dal mattino alla sera.
Senza privacy (divido la stanza con sorella e fratello ed il mio PC è in salotto, chiunque può leggere cosa scrivo/leggo).
Ieri sono uscita per andare al collocamento, ma era chiuso, più tardi riprovo (sempre che mia sorella esca dal bagno ed io riesca a lavarmi). Oltre ad andare al collocamento non ho niente da fare.
Ed il gatto, chiuso in appartamento, è una specie di mostro malefico che mi mangia le mani mentre dormo.
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I professori
martedì 13 ottobre 2009
Ero in una stanza, c'era scritto "Sala professori", dentro, oltre a me, 8 donne. La più giovane è sotto i 30, la più anziana sopra i 40. Alcune sono vestite bene, altre male. Alcune hanno la fede al dito, altre no. Sono professoresse precarie impiegate in una scuola paritaria, un liceo. Non guadagnano niente, zero, vanno a scuola rimettendoci benzina o biglietti dell'autobus, per avere il punteggio. Ovviamente da contratto guadagnano, ma la risorsa "docenti precari" è talmente vasta che i proprietari di queste scuole possono permettersi di dare il posto a quelli che accetteranno di non essere pagati, quindi, per non perdere il prezioso punteggio, matematici, fisici, biologi, psicologi, economisti ecc... accetteranno di lavorare per niente, perché comunque non trovano nient'altro da fare. E se li denunci? Magari ottieni i soli dell'ultimo anno, ma di certo ti sei bruciato i ponti, non potrai più fare punteggio se non invocando la morte simultanea delle persone avanti a te in graduatoria.
Sono arrivati poi altre 2 donne ed un uomo, stesso discorso, qualcuno racconta dei figli, si sono potute sposare potendo contare sullo stipendio dei mariti o sono persone che negli anni precedenti avevano ottenuto incarichi annuali e si ritenevano, ormai, sistemate, ma Maria Stella le ha "segate". Le single (ed il single) ovviamente non possono fare altro che svegliarsi ogni mattina, andare al lavoro, affrontare lo stress dell'insegnamento, senza riceverci un euro, dovendo chiedere ai genitori i soldi anche per una pizza o una camicia nuova, sempre che i genitori siano persone prive di grossi problemi economici.
No, non mi sta venendo in mente di diventare una prof. di matematica, metà della mia famiglia insegna, e conoscevo bene questo schifo già prima di finire (non vi racconto perché) in quella sala professori oggi. Ma comunque l'aria surreale del luogo mi ha portata a scrivere questo post.
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Il matrimodio di mia "zia" D.
domenica 11 ottobre 2009
Dedico questo post ad Elisa, che a quanto pare sta per compiere un passo importante ;)
Mi sono svegliata alle 7 e alle 8 ero seduta sui gradini del parrucchiere, insieme a mia zia, per essere sicura che quando avrebbe aperto alle 8.30, sarei stata la prima ad essere pettinata.
Dopo shampoo e balsamo una tizia mi asciuga e piastra i capelli dopodiché arriva "quella brava" che deve farmi quello che ho chiesto, ovvero uno chignon molto morbido e con alcune ciocche lasciate fuori perché ho il viso tondo e tutti i capelli dietro non mi piacciano. Benissimo, l'idiota comincia a spruzzare lacca e tirare capelli finché non me li lega tutti dietro tiratissimi, le faccio notare che lo volevo MORBIDO, lei smonta tutto e rifà tutto esattamente come prima, glielo dico di nuovo, rifà tutto come prima, mi stanco di dirglielo e mi ritrovo pettinata che manco la signorina Rotthermeier, tutto condito da kg di lacca. Incazzata nera pago (17 euro) e mi siedo accanto mia zia cui il titolare sta arricciando i capelli col ferro. Mia zia interpreta la maia faccia e si fa sentire dal titolare "non ti piacciono, vero?" (mia zia mi aveva sentito chiedere più volte uno chignon morbido), al che il titolare mi fa ri-accomodare, mi toglie kg di lacca con la spazzola e finalmente mi pettina bene (e ci voleva tanto? Spero la cretina si sia presa una strigliata).
Nel frattempo anche mia zia ha bucato il suo paio di buonissime calze E., ma il secondo le è andato a buon fine (si è fatto poi un buco di 20 cm sulla coscia quando mia zia è andata al bagno al ristorante).
A loro schiaffoni coi frutti di mare, a me schiaffoni sconditi (sporchi di pomodoro, risaputamente noi vegetariani se mangiamo ben condito scoppiamo e moriamo). Poi arriva di nuovo il maitre "signora, ora ci sono le trofie con pomodorini e provola affumicata, a lei che porto?" "le trofie con pomodorini e provola affumicata!"... sconcertato "perché, può mangiarle?" "bhe, se non ci avete messo qualche altra cosa tipo prosciutto o pancetta... " "no, no, glieli porto". Erano buoni!
A questo punto si passa al secondo, il maitre di nuovo sconcertato "qui abbiamo la spigola, poi i frutti di mare, poi il vitello.... a lei che porto"... io azzardo "bhe... un tagliere di formaggi?" "e l'insalata la mangia vero?". Tagliere di formaggi molto buono, l'insalatina (che andava con la spigola) fantastica. Sui frutti di mare sono rimasta col piatto vuoto, infatti ho proposto a Rosetta (la cugina di mia zia - quindi mia zia anche lei - al tavolo con me) di tenerle il pupo mentre mangiava. Che guaio! Manco a prenderlo in braccio che subito quella cogliona di zia M. (che, a contrario di tutti gli altri non è mia zia, ma è zia della sposa e la conosco da molti anni e da piccola avevo una cotta per suo figlio) subito deve esclamare "Anna, come stai bene con il bambino in braccio, com'è che non vuoi sposarti? Non vorresti avere un figlio?" l'ho ignorata ed ho preferito chiedere alla mia prozia Maria (sorella di nonna) come andassero i suoi problemi intestinali.
Dopo un po' i camerieri hanno chiesto a tutti di sedersi ai propri posti, hanno abbassato le luci, sono entrati in sala lo chef (ed il suo aiutante, Alessandro) e... hanno fatto entrare la coscia di vitello in pompa magna, con fuochi d'artificio che ne venivano fuori, l'hanno messo a centro della sala, l'hanno infilzato col forchettone e l'hanno fatto assaggiare agli sposi, che l'hanno approvato, quindi è stato servito ai tavoli (io ho avuto le patate di contorno, molto buone), secondo mio zio era immangiabile tipo suola di scarpa :lol: . Poi treccia di mozzarella (buona) con olive verdi (eeew salate).
- C.R.... ma quanto sei truzzo?
- ragazzine di altri matrimoni che avete avvistato C.R. in giardino e gli siete corse dietro... ma quanto siete patetiche?
- Chef.... imparare a cucinare qualcosa per i vegetariani no, eh? Organizzarsi un po' prima magari...
- ma vi pare normale che, dalle 11 di stamattina, alle 8.30 stiamo ancora a tavola e ci mancano ancora i dolci, la torta nunziale (Dolcissima... D.), i fuochi d'artificio (mha...), la consegna delle bomboniere? A che ora ce ne saremmo andati? Secondo me dovrebbero far finire prima il "pranzo", liberando soprattutto i parenti anziani e chiunque se ne vuole andare prima (gente con bimbi piccoli), e poi eventualmente organizzare qualcosa per gli amici/cugini. Anche perché se non ci vai si offendono, eh.
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Ovviamente...
venerdì 9 ottobre 2009
Ovviamente se invito 15 persone a mangiare una pizza nella Pizzeria L. per festeggiare la mia laurea devo scoprire che la pizzeria L. sia chiuso a tempo indeterminato, nonostante la mia amica V. ci abbia mangiato sabato scorso.
Devo decidere di dirottare tutti nella Pizzeria L.L., che però fa solo pizze e bruschette (fantastiche!) senza antipastini e, quindi, senza dolce. Finire tutti i soldi sulla scheda per avvisare gli invitati della variazione, lasciare V. a guardia del tavolo ed attraversare da sola una strada buia e deserta che collega Via Roma a Corso Trieste, per arrivare nell'unico Bar-Pasticceria aperto nelle vicinanze e comprare l'unica torta capace di sfamare 15 persone: una Sachertorte da 1,5 kg.
Ovviamente sono ancora senza macchina, che mio fratello me l'ha sfasciata domenica sera (proprio prima della laurea, infatti il giorno dopo m'ha accompagnata lui in facoltà 4 ore prima della discussione) quindi ho dovuto chiedere a V. di farmi l'enorme favore di passarmi a prendere, nonostante la festa fosse la mia.
Se non altro abbiamo mangiato davvero benissimo, il posto non è particolarmente bello ma di certo è buono. Ed ho pure pagato poco, sospetto che con la crisi i prezzi stiano cominciando a scendere, perché delle circa 15 persone invitare ne erano presenti 13 (me compresa) ed ho speso solo 135 euro di pizze, bruschette e bibite (più 22 di torta).
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Tutto è bene quel che finisce bene
martedì 6 ottobre 2009
E' andato tutto benissimo, fatto un gran figurone.
E ora sono Dottoressa in Ingegneria, con un bel 108.
:)
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Ordinariamente...
giovedì 1 ottobre 2009
Anna si sveglia, va a casa sua, dà da mangiare al cane, lava accuratamente il cucchiaio della pappa del cane, e poi va a farsi fa una doccia
Anna si asciuga per bene e si passa l'olio di mandorle dolci.
Anna si infila la camicia-caftano viola e si rende conto che l'olio non s'era ancora asciugato e ora la camicia è macchiata.
Anna indossa una camicia marrone, nonché pantaloni blu ed adidas blu e bianche e manda un sms al suo professore ed uno al suo correlatore per sapere se oggi sono in facoltà, per firmare la tesi.
Anna è preoccupata, perché la deadline per la consegna della tesi era ieri, ha già sforato un giorno.
Anna riceve finalmente risposta agli sms e parte alla volta della facoltà, essendo il correlatore presente, ma in procinto di andarsene.
Anna si fa firmare la tesi dal correlatore, poi accende il suo portatile decorato coi fiorellini adesivi dell'IKEA e comincia, in silenzio, a gesticolare e muovere la bocca, ripetendo mentalmente la sua presentazione.
Anna comincia ad innervosirsi che sono ormai due ore che è sola un stanza.
Anna comincia ad alterarsi, avere fame e sete, che sono tre ore che è sola in stanza (che non può lasciare perché non ha le chiavi), ed il professore ha ormai moooolto ritardo.
Anna è esasperata ed assetata, ma il professore infine compare, firma la tesi, si rifiuta di vedere la presentazione ("vieni domani, va") e la saluta.
Anna chiama la segreteria, il cui orario di chiusura era alle 12, ovvero 3 ore prima, e chiede se c'è ancora qualcuno, se può portare di corsa la tesi, bussando sul retro. Riceve risposta scocciata ma affermativa.
Anna scende le scale, esce dalla facoltà e, sotto al sole delle 3, comincia a camminare verso la segreteria, a circa 200 metri dalla facoltà.
Anna arriva in segretaria e vede porte e finestre aperte ed i piastrellisti a lavoro.
Anna vede due vecchietti che ridacchiano di lei: "vuole la segreteria? deve andare all'ingegneria!".
Anna torna in facoltà, sudata per il sole e per il pesante carico di borsa normale, borsa col computer e busta con tesi di circa 250 pagine, aggredisce l'impiegato della guardiola chiedendo dove sia la segreteria ("a sinistra, salga le scale").
Anna si rende conto, con sorpresa, che effettivamente la porta a sinistra, sbarrata ormai da un paio di anni da un pannello di acciaio, era ora libera.
Anna arriva in segreteria, in cima alle scale, mezza morta, si fa a aprire la porta e consegna la tesi.
Anna sta per andarsene quando un lampo le colpisce la mente. Un tizio calvo le aveva chiesto un favore... l'ingegnere le aveva chiesto di riportare il proiettore in guardiola.
Anna si fa altre due rampe di scale interne, più una esterna, arriva nello studio del prof, che la guarda stranito, prende il proiettore, si ferma due secondi in bagno rischiando di far cadere il proiettore nel gabinetto, si ricompone, si reca in guardiola e lancia il proiettore sul tavolo con un tonfo poco rassicurante.
Anna va verso il parcheggio, ritrova la sua macchina, si mette alla guida, infrange qualche limite di velocità e, finalmente, alle 16, riesce a mettere qualcosa sotto i denti... passato di verdure avanzato ieri ed un panino integrale Mulino Bianco.
Ma vi pare che spostano la segreteria e non mettono un annuncio bello visibile all'entrata? Sta li da 10 anni, la segreteria. Anna è a pezzi piccoli piccoli e parla in terza persona. Deve uscire di nuovo che ha altre 150 commissioni da fare, ha ancora fame, e vorrebbe dormire per tre giorni.
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